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...Anima, Suono & il Sogno Psichedelico...
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I Pink Floyd sono una Rock Band formatasi a Londra nel 1965. La loro formazione originale era composta da : Roger Keith "Syd" Barrett (voce e chitarra), George Roger Waters (basso), Nicholas Berkeley "Nick" Mason (batteria), Richard William "Rick" Wright (tastiere).
Fin dai lontani esordi non ha mai smesso di essere considerata una delle più importanti Rock Band del Pianeta e, malgrado il trascorrere degli anni, non risente delle modificazioni avvenute all'interno del panorama internazionale musicale.
Dopo un'inizio in stile Rhythm and Blues, i Pink Floyd iniziano a rendere il loro suono più sperimentale diventando in breve tempo i pionieri della psichedelia.

La band nasce dall'incontro dello studente di pittura Syd Barrett con Roger Waters, studente di architettura e chitarrista di una formazione dal nome cangiante (Sigma 6, T-Set, Meggadeaths, Abdabs) nella quale suonavano altri due aspiranti architetti: Nick Mason e Rick Wright. Decidono di formare una band, i "The Tea Set" (per brevissimo tempo ne farà parte anche il chitarrista Bob Close).
Quando i The Tea Set scoprirono che il loro nome era già usato da un'altra band Barrett propose "The Pink Floyd Sound", unione dei nomi di due bluesman: Pink Anderson e Floyd "dipper boy" Council. La parola "sound" venne abolita in fretta, mentre l'articolo "The" resiste fino al 1970.
Bob Klose lascia il gruppo dopo aver registrato solamente un demo, lasciando una formazione che vedeva Barrett alla voce e alla chitarra, Waters al basso, Wright alla tastiera e Mason alle percussioni. Syd cominciò subito a scrivere canzoni, influenzato dalla corrente psichedelica che in quegli anni viveva il periodo di massimo splendore, e le sue creazioni venivano riprodotte nei frequenti concerti presso l'UFO Club, il Marquee Club e la The Roundhouse, locali simbolo della scena underground londinese.
Alla fine del 1966 la band viene invitata a contribuire alla colonna sonora del documentario "Tonite Let's All Make Love in London", di Peter Whitehead, con i brani Interstellar Overdrive e Nick's Boogie, registrati nel 1967. Stralci di queste registrazioni si trovano nel film "London '66-'67", del 2005, di Peter Whitehead. Con il crescendo della loro popolarità, i membri formarono la Blackhill Enterprises nell'ottobre del 1966, una società con i loro manager Peter Jenner e Andrew King, finalizzata alla distribuzione dei singoli Arnold Layne/ Candy and a Currant Bun nel marzo del '67 e See Emily Play/ The Scarecrow nel giugno dello stesso anno fruttando alla band la loro prima apparizione TV al Top of the Pops.
Ma ora percorriamo la storia di questa band sensazionale attraverso la loro discografia.
Il 5 agosto del 1967 esce The Piper at the Gates of Dawn, il loro primo album, dominato quasi interamente dalle Canzoni di Syd Barrett. Il disco è stato definito da alcuni critici anche come uno dei migliori album di debutto della storia del Rock, e rappresenta un capitolo unico non solo nella storia della psichedelica inglese ma anche in quella dei Pink Floyd stessi. Prodotto da Norman Smith, si impone subito grazie al sound particolare e assolutamente innovativo e a testi singolari, divisi tra atmosfere oniriche e spaziali e brevi filastrocche per le quali Barrett attinge al mondo delle fiabe.
E' notevole l'uso di nuove tecnologie in campo elettronico e sintetizzatori di vario genere, aprendo di fatto le porte alla stagione del Rock Cosmico.
La band sperimenta, sempre in questo periodo, i primi "Light Show", coinvolgendo il pubblico con proiezione di immagini, diapositive e l'impiego massiccio di un efficace impianto luci, che verrà nel tempo potenziato e perfezionato.
In seguito a questo successo, ormai lanciati verso una folgorante carriera, i quattro partono per gli Stati Uniti in tour, ma è proprio qui che conosceranno le prime difficolt à.
Con l'avvento della popolarità, lo stress della vita on the road, la pressione della casa discografica e l'uso di droghe, (in particolare LSD), minarono la salute mentale di Barrett, che cominciò a dare segni d'instabilità entrando in stato catatonico sul palco nel bel mezzo di un concerto o scordando la chitarra durante l'esibizione senza alcun motivo. La band opta allora per una soluzione di compromesso, con l'ingaggio del chitarrista David Gilmour (già amico d'infanzia di Barrett e Waters) il quale, secondo i progetti del management, deve sopperire alle mancanze di Barrett (che comunque resta nelle vesti di autore) nei concerti. I singoli Apples & Oranges e It Would Be So Nice non replicano i successi precedenti e gli atteggiamenti bizzarri e imprevedibili di Barrett cominciano a minare l'attività del gruppo. Le precarie condizioni psichiche portano il leader a un impenetrabile autoisolamento e a un progressivo allontanamento dalle scene musicali, non prima della difficoltosa produzione di The Madcap Laughs (gennaio 1970) e Barrett (novembre 1970), due eccellenti album solisti realizzati con l'aiuto di Gilmour e Wright.
Insieme a Barrett abbandonano anche i manager Jenner e King, che decisero di restare con lui, pensando che la band non sarebbe stata in grado di proseguire. Al loro posto subentrò Steve O'Rourke, che rimase con i Floyd fino al 2003, quando morì.
I quattro superstiti non si perdono d'animo. Con l'uscita di Barret, Gilmour, Waters e Wright conducono con pari peso la band. Si dividono i compiti sia di voce solista che di composizione: a Waters si devono composizioni in stile jazzistico, spesso caratterizzate da un riff di basso dominante, con testi complessi e simbolici; di Gilmour sono i brani di matrice prevalentemente blues, mentre a Wright si deve il muro sonoro di tastiere, in particolare l'organo Hammond, che determina il sound che contraddistinguerà la band per tutta la carriera.
Rientrano in studio e incidono nel Giugno del 1968 A Saucerful of Secrets: Figlio del periodo di instabilità, il lavoro non lesina buone intuizioni, in particolare con la title-track che, come avrà modo di affermare Waters qualche anno più tardi, sembra la trasposizione musicale della parabola artistica dei Pink Floyd, con un inizio governato dall'istinto e un finale stupendo per ordine e limpidezza. Sono quasi dodici minuti di audace avanguardia psichedelica, che alternano terrore e misticismo.E' il lavoro in cui compare la maggior quantità di esperimenti sonori nella discografia dei Pink Floyd: rumori elettronici, feedback, oscillatori e gli urli primitivi di Waters abitano le tracce dell'album. In questo lavoro vi è però ancora traccia di Barrett, autore di Jugband Blues, e chitarrista in Remember A Day (registrata durante le sessioni di The Piper at The Gates of Dawn) e Set The Controls For The Heart Of The Sun. Nei brani rimanenti Barrett è sostituito da David Gilmour che esprime un chitarrismo meno avventuroso e surreale, ma più elegante ed altrettanto caratteristico, che riporta la musica del gruppo verso territori più ancorati alla tradizione Rock-Blues. Lo stesso anno i Floyd scrivono anche alcuni pezzi entrati nella colonna sonora del film "The Committee" di Peter Sykes nel 1968.
Il 69 è un anno frenetico, dal punto di vista artistico, per i Pink Floyd: il complesso si cimenta infatti nello sviluppo di due suite da proporre negli spettacoli dal vivo come The Man e The Journey, e tenta il primo vero approccio con l'arte cinematografica scrivendo la colonna sonora per il film di Barbet Schroeder, "More", a cui si aggiungono quelle per "Zabriskie Point" di Michelangelo Antonioni e "Music From The Body" di Roy Battersby, quest'ultima a nome del solo Waters.
L'album Music from the Film More, nasce quando Barbet Schroeder, chiede ai Floyd di creare la colonna sonora del suo film, che sarebbe uscito a Maggio.
More, in particolare, è forse uno dei dischi più sottovalutati della produzione Floydiana, straordinariamente coeso e delicato, con brani che fanno da scenario alle atmosfere del film uniti da una disarmante semplicità melodica.Viene definito invece dalla critica "disomogeneo" e "irregolare". Anche i fans non accolsero molto positivamente l'album, definito troppo acustico e folkloristico, escludendolo idealmente dalla discografia della band in quanto colonna sonora.
Personalmente ho sempre considerato quest'album alla pari degli altri, apprezzando ogni loro composizione.
In quest'album, per la prima volta, Waters critica il mercato discografico: questa tematica verrà da lui sviluppata anche in seguito, e sarà centrale in alcuni album successivi.
Alla fine del 1969, i quattro pubblicano il monumentale Ummagumma, destinato a essere annoverato tra i loro capolavori. Il titolo dell'album si riferisce a un'espressione in slang per indicare l’atto sessuale; dal Libro "Pink Floyd: Lo scrigno dei segreti" di Nicholas Shaffner si apprende che Ummagumma era anche il verso tipico di strane creature che, secondo la leggenda, infestavano una palude vicino a Cambridge. 
L'album, caratterizzato da esperimenti sonori in perfetto stile psichedelico, si compone di due parti: un disco è registrato dal vivo al Mothers Club di Birmingham il 27 aprile 1969 ed al Manchester College of Commerce il 2 maggio (con l'aggiunta in studio di alcune parti vocali), e una in studio, formata dal contributo che i quattro musicisti hanno fornito da "solisti", con composizioni sperimentali incentrate sui rispettivi strumenti. In realtà i componimenti sono divisi in più tracce: quello di Wright quattro, quelli di Gilmour e Mason in tre, mentre Waters realizza due tracce singole, e dunque distinte.
L'accoglienza della critica non è delle migliori, anche se recentemente l'album è stato parzialmente rivalutato.Cmq si aggiudicò il disco d'oro nel febbraio del 1974 e il disco di platino nel marzo del 1994.
L'anno successivo vede i Pink Floyd cimentarsi con una nuova lunga composizione strumentale al quale verrà dato il nome di "The Amazing Pudding". Negli intenti del gruppo il nuovo lungo pezzo dovrà stupire il pubblico, con effetti orchestrali senza precedenti nella loro produzione. Per le parti orchestrali viene chiamato il musicista scozzese Ron Geesin, al quale viene affidato il compito di arricchire la versione "nuda" della suite (base ritmica e linee base di tastiere e chitarra), costruita dai quattro e già presentata al pubblico in occasione di alcuni concerti. Il risultato è eclatante: la suite, che si dipana attraverso straordinari "dialoghi" tra musica sinfonica (imponente è l'uso degli ottoni e del coro) e Rock, prende il nome di Atom Heart Mother (dalla notizia di cronaca di una signora incinta tenuta in vita da uno stimolatore cardiaco atomico) e diventa la title-track del nuovo album.
Con Atom Heart Mother, uscito il 10 ottobre 1970, si individua un punto di svolta nel percorso artistico dei Pink Floyd, che con questo lavoro abbandonano la psichedelia per abbracciare il Progressive Rock. Primo lavoro autoprodotto, la prima parte del disco è interamente occupata dalla suite di oltre 23 minuti Atom Heart Mother. La seconda facciata del CD contiene una traccia per ogni componente del gruppo, più una traccia conclusiva, Alan's Psychedelic Breakfast, un curioso brano che contiene rumori di un uomo che prepara e consuma una colazione all'inglese, con parti strumentali di sottofondo.
Nonostante l'album rappresenti una rottura con il passato e sia tutt'ora considerato uno degli album più "difficile" all'ascolto, ottiene un positivo risultato discografico, il migliore fino a quel momento. Tali risultati permisero alla band di intraprendere il loro primo tour in America.
Il successo di una musica così complessa si traduce ben presto in un'effettiva difficoltà di messa in scena, che richiede al complesso l'elaborazione di nuovo materiale da suonare in tutti gli angoli del mondo. Nasce così nel 1971, Meddle , un album in cui i Pink Floyd più che rinnegare l'amore verso le lunghe suite (in questo caso la seconda facciata è occupata dalla splendida Echoes una suite di 23 minuti), danno un taglio alle divagazioni sinfoniche e si orientano verso sonorità più Rock, agevolmente riproponibili nei concerti. Sembra il frutto della mescolanza degli stili di Gilmour, Waters e Wright. Meddle, è il preludio al vero grande successo del gruppo. Nick Mason lo definisce "il primo vero album dei Pink Floyd che ha introdotto l'idea di un tema che si può ripetere".
L'album fu positivamente recensito dalla critica e apprezzato dai fans.
Nello stesso anno il regista Stanley Kubrick chiede al gruppo di poter utilizzare le musiche di Atom Heart Mother per il film "Arancia meccanica", ma la proposta viene rifiutata per timore di una pubblicità negativa. Kubrick avrà modo di rifarsi molto più tardi, quando Waters chiederà al regista di poter usare la voce impersonale di HAL 9000, il computer di "2001: Odissea nello spazio", nel suo Amused to Death. Al rifiuto del regista, Waters replicherà includendo un messaggio registrato al contrario al principio di "Perfect Sense". Altro legame tra il gruppo e il grande regista è la leggenda secondo la quale la canzone Echoes sarebbe perfettamente sincronizzata con l'ultima parte di 2001. Sovrapponendo la canzone alle immagini del film si nota effettivamente una certa sincronizzazione tra le immagini mostrate e le note del brano.
Nel maggio 1971 viene pubblicato anche Relics, raccolta contenente diversi singoli mai apparsi su Lp, risalenti al periodo-Barrett, ma anche alcune perle del "primo" Waters edite solo su 45 giri, come la splendida ballata acustica di Julia Dream.
Nel 1972 i quattro decidono di registrare, con la direzione di Adrian Maben, un concerto senza pubblico tra le rovine di Pompei: il risultato è eccezionale, il complesso suona in maniera efficace vecchi e nuovi successi in uno scenario straordinariamente suggestivo. Live At Pompei sarà il titolo di questa efficace e suggestiva testimonianza della straordinaria portata emotiva e visuale della musica dei Pink Floyd di questo periodo.
Successivamente si presenta loro la possibilità di confrontarsi nuovamente con l'esperienza delle colonne sonore: è ancora una volta Barbet Schroeder a commissionare la musica per il suo nuovo film, "La Vallée".
L'album che ne deriva, Obscured By Clouds, va ricordato soprattutto per le atmosfere marcatamente rock,sottoforma di ricreazione tecnologica del sound pinkfloydiano, nella quale Waters e compagni esplorano liberamente i territori della musica elettronica. Nonostante l'entusiasmo di Mason, che lo definisce un album "sensazionale", la critica non fu particolarmente positiva nelle recensioni Free Four fu tuttavia la prima canzone dei Pink Floyd ad essere trasmessa con una certa regolarità dalle radio statunitensi, nell'autunno del 1972, generando nel pubblico una certa aspettativa nei confronti del nuovo disco dei Pink Floyd annunciato per la primavera del 1973. La title track, una delle tante strumentali dell'album, è stata per un breve periodo l'intro dei loro concerti. Il disco è inoltre l'ultimo a contenere testi scritti da David Gilmour fino a A Momentary Lapse of Reason, uscito quindici anni dopo.
Nello stesso periodo, il complesso lavora allo sviluppo di una suite concettuale sull'alienazione umana, il cui titolo provvisorio è "Eclipsed - A Piece For Assorted Lunatics". La suite viene "rodata" dal vivo per lungo tempo, prima di essere elaborata in studio con l'inserimento di effetti particolari, grazie all'aiuto del tecnico del suono Alan Parsons. Ne scaturisce uno dei grandi kolossal della band, The Dark Side Of The Moon.
Superbo saggio di produzione audio-fonica, forte di contenuti testuali ad effetto The Dark Side of the Moon esce il 24 marzo del 1973; Il disco è un concept album che propone una musica concettuale ed eterodossa, alla quale si affiancano testi dal profondo contenuto filosofico e di riflessione sulla condizione umana, cosa che caratterizzerà la restante carriera del gruppo. Mentre al lavoro di composizione hanno collaborato tutti e quattro i componenti, in maniera più o meno rilevante, i testi sono stati scritti interamente da Waters. Gli argomenti trattati riguardano la natura dell'esperienza umana L’uso di tecniche di registrazione avanzate di Alan Parsons e gli effetti sonori di forte impatto usati fanno del disco un’opera diversa dalle precedenti produzioni del gruppo, per molti la migliore opera dei Pink Floyd, indicata da molti critici musicali come uno dei migliori e più influenti album di tutti i tempi.
La copertina, creata da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis, è una delle più conosciute ed importanti della storia del rock: essa raffigura, su di uno sfondo completamente nero, un prisma colpito da un raggio di luce bianca che si scompone, grazie al fenomeno della dispersione ottica, nello spettro visibile della radiazione elettromagnetica.
Rimane in classifica per lunghissimo tempo, divenendo uno dei maggiori successi commerciali di sempre. Tanto in Europa quanto in America, schiere di nuovi fan si raccolgono attorno al fenomeno Pink Floyd, lasciando anche una pesante incognita sul seguito da dare a un lavoro così fortunato.
E' da questo disco in poi che Waters assume sempre di più i gradi di leader della formazione.
Ciò che rende immortale quest'opera è il suo inconsueto approccio con l'art-system dell'epoca, qui fotografato in tutte le sue direzioni possibili. Per il rock si trattò di un prodigioso balzo verso un'era futuristica prossima a venire, mentre per quel che concerneva il song-writing i Pink Floyd hanno certamente scritto pagine di più elevata caratura artistica.
Una leggenda metropolitana è legata a questo disco, secondo la quale ascoltando The Dark Side of the Moon e visionando contemporaneamente il film "Il Mago di Oz", si riscontra un’impressionante sincronia; Ma Gilmour in un'intervista smentisce la presenza di ogni legame volontario tra i due lavori.
Per oltre un anno i quattro rimangono inattivi dal punto di vista compositivo, per poi ritrovarsi in studio nel '74 con la sola certezza di Shine on You Crazy Diamond, formato dai contributi dei quattro musicisti e guidato dagli assoli alla chitarra di Gilmour.
Ripetere il successo di The Dark Side of the Moon non era un'impresa facile. "Household Objects", un esperimento fatto suonando oggetti comuni, ad esempio elastici e bicchieri, come se fossero strumenti musicali, venne però accantonato presto. Il nuovo album, suonato con strumenti tradizionali, è intitolato Wish You Were Here. Pubblicato il 15 settembre 1975, il disco ha la sensazione di apatia e meccanicità che aleggiava su di loro. Il tema principale è quello dell'Assenza: la mancanza di umanità dell'industria discografica e, soprattutto, l'assenza di Syd Barrett. La title-track (destinata a diventare una delle canzoni più famose della loro produzione) alla quale prende parte il sassofono di Dick Parry, già protagonista del precedente album, è un tributo al precedente leader della band che culmina con un notevole intervento di sintetizzatore, il quale lascia spazio, nel finale, al tema di See Emily Play, brano scritto da Barrett; Viene divisa in due parti, che aprono e chiudono il disco. I restanti brani, "Welcome To The Machine" e "Have A Cigar" (con alla voce Roy Harper) sono zeppe di accenni alla macchina tritatutto dello show-business, e descrivono, secondo molti pareri, il rapporto di Syd Barrett rispettivamente con il mondo esterno e con l’ambiente dello spettacolo, incolpando entrambi del suo squilibrio mentale, come concausa assieme all'abuso di droghe. Ne viene fuori un concept album sulla purezza e l'innocenza ormai perdute. 
Un famoso aneddoto riporta che il 9 luglio del 1975, durante le registrazioni dell'album negli Abbey Road Studios comparve Syd Barrett, che i membri del gruppo riconobbero solo dopo diversi minuti; Syd appariva molto ingrassato, ed alla richiesta di spiegazioni rispondeva continuamente "Ho acquistato un grande frigorifero in cucina, e sto mangiando molta carne di maiale ultimamente"; commentò anche il brano dicendo : "mi sembra un po' datato, che dite?", rivolto ai compagni con un sorriso rivela però che la sua originalità musicale non era spenta.
Si può dire che quest'album ha qualcosa di speciale. Ascoltandolo si provano sensazioni aliene e lascia molti spunti di riflessione,soprattutto "Shine On You Crazy Diamond" in cui l'inizio l'attacco musicale sembra che si voglia far desiderare.
Per rivedere i Pink Floyd in studio bisogna aspettare il 1977, anno in cui i quattro decidono di raccogliere in un disco il materiale scartato dall'album precedente. Il nuovo lavoro nasce così dall'adattamento musicale e testuale di vecchi pezzi scartati come You Gotta Be Crazy e Raving and Drooling, secondo un nuovo filo conduttore: il riferimento al mondo animale. I due pezzi diventano rispettivamente Dogs e Sheep e insieme alla nuova Pigs (three different ones) e alle brevi parentesi iniziale e finale di Pigs On The Wing, vanno a costituire Animals. Il disco è uno dei maggiormente dominati dalla chitarra, grazie anche all'influenza dell'esplosione del movimento punk 77 di quell'anno, ed è pervaso dall'idea che le persone
si possano dividere in tre categorie: maiali, pecore e cani. Ad ognuna delle tre specie è dedicata una traccia
L'aumentare della popolarità coincide con l'accentuarsi dei contrasti all'interno del gruppo, in particolare tra Waters e Gilmour. Da ciò scaturisce la predominanza di Waters sugli altri membri: se negli ultimi due lavori, infatti, la sua influenza era rilevabile prevalentemente nei testi, con Animals anche l'intera idea dell'album è del bassista, che lascia agli altri spazio solo nella composizione delle musiche e negli arrangiamenti.Quest'album è in sostanza un'invettiva contro alcune figure della società (con i testi di Waters "cattivi" come non mai), riferiti alla crudeltà dell'industria discografica, l'individualismo e l'alienazione nella società moderna, e la critica verso alcune personalità politiche del tempo, in particolare Margaret Thatcher e Mary Whitehouse. L'album fu registrato presso i Britannia Row Studios e pubblicato il 23 gennaio del 1977 nel Regno Unito.
All'epoca alcuni critici considerarono l'album "noioso" e "cupo".
Dal punto di vista tecnico, degna di nota è la trascinante costruzione ritmica, con tutti gli strumenti sempre in perfetta armonia, quasi fusi tra di loro a generare un unico suono, senza mai ricorrere a virtuosismi fini a se stessi. L'icona dell'album è il "Pink Floyd pig", un maiale gonfiabile gigantesco che compare nella copertina del disco, fotografato mentre vola sopra la Centrale Elettrica di Battersea.
Dopo la pubblicazione di Animals, i Pink Floyd partono per un lungo e massacrante tour mondiale. Sarà in questa occasione che Waters, anche a causa di spiacevoli episodi, che lo vedranno protagonista perfino di screzi col pubblico, comincerà a sviluppare l'idea che porterà i quattro alla costruzione del loro ultimo capolavoro: The Wall.
Nel 1978, a causa di problemi legali, la band è costretta a lasciare il Regno Unito per un anno: durante questo periodo i componenti si dedicarono ad impegni personali, e quando fu il momento di ritrovarsi le idee erano poche. Waters stava però lavorando a due progetti, "The Pros and Cons of Hitch Hiking" e The Wall appunto: il primo divenne un album solista del bassista, il secondo un altro successo discografico e artistico per i Pink Floyd.
The Wall è un'opera rock concepita fin dalla genesi come album, film e spettacolo dal vivo. L'album esce il 30 novembre 1979, sviluppata su due dischi e abbraccia diverse tematiche come discriminazioni, istruzione, show-business, fascismo, solitudine e dell'assenza di comunicazione dovute alla presenza di un muro posto tra le persone e implicazioni autobiografiche di Waters, sempre più "padre padrone" del gruppo.
Durante le registrazioni nascono forti contrasti con Gilmour e Waters espelle dalla band Wright, che resterà relegato al ruolo di semplice session man. I motivi furono, a detta di Waters, lo scarso impegno e la dipendenza da cocaina del tastierista. Mason, nel suo libro "Inside Out: A Personal History of Pink Floyd", afferma che Waters fu spinto dal fatto che il tastierista si rifiutò di interrompere prima del tempo le sue vacanze per entrare in studio.Ad ogni modo, come conseguenza di ciò vi è l'assenza del tipico tappeto sonoro che caratterizza il "Floyd sound", e le tastiere hanno un ruolo molto meno rilevante rispetto ai precedenti lavori.
Per gli arrangiamenti la band fa nuovamente ricorso a effetti eclatanti e addirittura a parti orchestrali, grazie all'aiuto esterno di Michael Kamen.
Il disco è essenzialmente un'opera unica: nessun brano è slegato dal precedente e tutti sono funzionali allo svolgimento della storia. Another Brick in the Wall, part 2, in particolare, si rivelerà uno delle più grandi hit della band: preannunciata dall'arrivo degli elicotteri, è una canzone di una semplicità disarmante, costruita su un solo accordo ma impreziosita dall'ennesimo solo di chitarra di Gilmour e da un coro dei bambini, composto da 23 ragazzi della Islington Green School di Londra, di età compresa fra i 13 e i 15 anni. Il celebre verso del ritornello ("non abbiamo bisogno di istruzione, non abbiamo bisogno di controllo del pensiero") sarà utilizzato dai manifestanti neri in occasione dell'anniversario della sommossa di Soweto repressa nel sangue: il governo razzista del Sud Africa proibirà la diffusione del brano e ne ritirerà tutte le copie dai negozi. Pur permeato da una visione cupa e pessimistica della vita, il disco si conclude comunque con il "crollo" del muro e con il messaggio di speranza di Outside the Wall.
L'album sarà premiato dal successo di vendite e si presterà a una difficile quanto magnifica rappresentazione dal vivo: gli spettacoli saranno pochissimi ma memorabili, con il muro costruito a poco a poco sul palco, enormi pupazzi gonfiabili e coinvolgenti proiezioni.
Da The Wall sarà tratto anche il film omonimo, scritto da Waters e diretto dal regista Alan Parker; è intitolato "Pink Floyd The Wall" e viene pubblicato il 6 agosto 1982, riscuotendo un notevole successo. Il ruolo di Pink, il protagonista, fu affidato a Bob Geldof. Il film, che ripercorre la linea dell'album, tranne che per l'esclusione delle canzoni Hey You e The Show Must Go On e per l'aggiunta di due nuovi brani, What Shall We Do Now? (escluso dall'album originale per motivi di spazio) e When the Tigers Broke Free, affianca alle scene reali le animazioni create da Gerald Scarfe, che venivano proiettate sul muro durante gli storici concerti.
Il complesso esce però dall'esperienza alquanto provato: i dissidi tra le due anime del gruppo (Waters e Gilmour) appaiono difficilmente sanabili. Nel 1983 il predominio di Waters è totale: The Final Cut ne è il risultato. Si può definire una creatura del solo Waters, con gli altri membri relegati al ruolo di musicisti (e spesso neanche a quello). L'album, dedicato al padre del bassista, ripercorre temi già ampiamente sviluppati nei precedenti due lavori, aggiungendo temi attuali come la partecipazione della Gran Bretagna alla guerra delle Falkland e la possibilità di una guerra nucleare. All'album non prende parte Richard Wright, ed al suo posto vi sono Michael Kamen e Andy Bown. Lo stile del disco è simile al precedente The Wall, ma il risultato discografico non fu altrettanto gratificante, pur ottenendo plausi dalla critica. L'unica canzone che riscosse un discreto seguito radiofonico è Not Now John, l'unica traccia hard-rock, e l'unica ad avere anche la firma di Gilmour. Nonostante ciò tra Waters e Gilmour non vi era un buon rapporto: il chitarrista riteneva che Waters vedesse la musica solamente come tramite per i testi, a scapito della qualità. All'album non seguì alcun tour, ma venne pubblicata la compilation Works.
Purtroppo il titolo del disco si rivela molto presto profetico, costituendo l'atto finale di Waters come membro della band, che definisce i Pink Floyd uno "spreco di energie", e probabilmente pensando che il suo abbandono avrebbe portato alla fine del gruppo. A questo fatto seguì una piccola battaglia legale, al fine di stabilire a chi spettasse portare avanti il nome del gruppo, che si volse a favore dei restanti componenti, Gilmour e Mason.
I Pink Floyd sono sempre stati suono ed anima. E se il suono è rimasto con David Gilmour e con la band vera e propria, di certo l' anima, lo spirito fondante del "sogno" dei Pink Floyd è tutto con Roger Waters.
Che impressione, i Pink Floyd senza Roger Waters...Una storia iniziata nel 1967 e terminata nell' 85, dopo tredici album, dopo pagine di storia del rock scritte in quattro; e poi, dopo la decisione di Waters di lasciare il gruppo ecco le battaglie legali per decidere a chi dovesse andare l' eredità del nome e il compito di mantenere alto il volo del Fenicottero Rosa. Hanno vinto i tre, con un' aria distesa, e il sorriso di una ritrovata libertà; danno l' idea di tre quarantenni bambini che dopo vent' anni sono riusciti a liberarsi della maestra cattiva e ora assaporano con gusto la marmellata.
Nel 1987 viene pubblicato il disco A Momentary Lapse of Reason, e dal momento che Waters era sempre stato il fautore della maggior parte dei testi Floydiani, per questo lavoro Gilmour e Mason si rivolgono a parolieri esterni: Ezrin, che aveva già collaborato con il gruppo, diventa il co-produttore e autore di alcuni testi, scritti anche da Jon Carin, autore di Learning to Fly e tastierista in molti dei brani dell'album. Anche Wright collabora al disco come session-man, per venire poi reintrodotto ufficialmente nel gruppo con il successivo tour.
A Momentary Lapse of Reason è il disco maggiormente influenzato da Gilmour: tutti i brani portano infatti la sua firma. Le tracce presentano arrangiamenti roboanti e complesse divagazioni strumentali.
La lunghissima tourneè (1987 - 1989) ebbe un successo notevole e si chiuse alla Knebworth House, nel giugno 1990, dopo aver toccato anche l'Italia in particolare con il concerto tenuto a Venezia il 15 luglio 1989 su un palco galleggiante nel Bacino San Marco e trasmesso in diretta televisiva mondiale; Il concerto del secolo. Venezia assediata. Megaimpianto. Effetti speciali... i Pink Floyd ed il loro spettacolo, da loro "fortissimamente voluto" (ed a loro spese!). Ma senza mettere in discussione la musica, le atmosfere ipnotiche che i Floyd sanno creare, la loro caratura artistica...
Ma le polemiche che hanno preceduto il concerto furono molte: Venezia ha praticamente abbandonato la band inglese al suo destino, tanto che i Floyd hanno dovuto persino pagarsi le transenne per arginare la folla straripante, e far venire da Trieste sia la zattera dove avrebbero dovuto costruire il palco, sia i rimorchiatori per portarla nel Bacino di San Marco (poichè costavano di meno che a Venezia).
L'Azienda Veneziana di Promozione Turistica inoltre ha ignorato che i Floyd non potevano che trarre vantaggi dal concerto "lagunare", mentre Venezia ha raccolto solo panico; la Giunta Comunale Veneziana prima approva lo show, poi obbietta, quindi se ne lava pilatescamente le mani, scaricando tutto l'onere e ogni responsabilità sulle povere Prefettura e Questura; infine, la Sovrintendenza dei Beni Culturali di Venezia inchioda per quattro giorni le nostre cronache su di una questione di qualche decibel, dimostrando che per la prima volta al mondo persino una asettica unità di misura di intensità sonora può essere politicamente strumentalizzata!
Ma anche se avevano avuto l'ordine di mettere la sordina, i Pink Floyd, da veri maghi del suono, ce l'hanno fatta a farsi sentire. Da notare che, nonostante il divieto di superare i 60 decibel, lo show ha raggiunto gradualmente picchi di 90-92 decibel, mentre i sacri e famosi "foghi" del Redentore hanno superato di gran lunga i 107 decibel.
Un sogno dipinto, un evento che le acque di San Marco ricorderanno a lungo, di cui si parlerà in eterno nella storia del Rock.
I vecchi Pink Floyd, signori di una certa età, festeggiano nei camerini dell'albergo del Lido con champagne e tartine. Sono tornati a calpestare la nostra terra dopo 18 anni e sono usciti soli vincitori da questa sfida con la città intera, con le sue strutture, con la sua festa.
I Pink Floyd senza Waters danno vita all'ultimo loro album, The Division Bell a cui partecipa anche Wright, rientrato nella formazione in veste ufficiale, il quale dà un contributo significativo alla registrazione del disco, uscito nel 1994. Ebbe un notevole successo commerciale ma anche un plauso di fan e critica.
The Division Bell è un concept album che parla, come in The Wall, dell'incomunicabilità tra gli individui, problema con cui tutti e tre i componenti avevano avuto a che fare, tra cause legali e divorzi. Alla stesura dei testi partecipa anche la giornalista Polly Samson, fidanzata con Gilmour, il quale era reduce dal divorzio, dopo quasi 20 anni di matrimonio, con la ex moglie Ginger. Nei testi non mancano inoltre riferimenti a Waters (Lost for Words) e a Barrett (Poles Apart).
All'album segue un mastodontico tour in tutto il mondo, che tocca anche l'Italia. Ne rimane traccia in P*U*L*S*E, pubblicato l'anno seguente, tratto dai concerti tenuti in diverse località europee, fra cui Roma, che contiene la prima versione integrale dal vivo di Dark Side of the Moon. La qualità del live è altissima: con una formazione che si avvale di due chitarre, due tastiere, basso, batteria, percussioni, sassofono e tre coriste viene raggiunta, se non superata, la qualità dei dischi in studio. Dall'omonimo filmato è possibile inoltre osservare anche la maestosità del gigantesco apparato scenografico che faceva da cornice ai concerti del tour: centinaia di luci, raggi laser, fumi e persino fuochi d'artificio si combinano in coreografie che accompagnano i brani battuta per battuta.
Nel 2000 viene pubblicato l'ultimo disco dal vivo del gruppo, registrato durante il tour di The Wall tra il 1980 e il 1981 a Londra, intitolato Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981. Rispetto all'album studio, Is There Anybody Out There? contiene due canzoni in più: What Shall We Do Now?, che fu esclusa all'ultimo momento da The Wall, e The Last Few Bricks.
Sabato 2 luglio 2005, in occasione del Live 8, la grande manifestazione musicale organizzata dall'amico Bob Geldof per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla povertà e sui problemi dell'Africa, i Pink Floyd tornano ad esibirsi nella loro formazione storica, Roger Waters compreso, eseguendo cinque brani rappresentativi della loro avventura musicale : Speak to Me, Breathe, Money, Wish You Were Here e Comfortably Numb. Da quì la speranza dei fun. Durante l'esecuzione di Wish You Were Here Waters ha voluto ricordare Syd Barrett:
" E' piuttosto emozionate stare in piede davanti a queste 3 ragazzi dopo tutti questi anni.
Insomma facciamo questo anche per tutte quelle persone che non sono qui ma specialmente per Syd. "
Da quì la speranza dei fun che la reunion sia definitiva ma non sarà così!.
Durante il tour estivo di Waters, negli shows di Magny-Cours in Francia, all'Hyde Park di Londra, a Reykjavík in Islanda e al "Summer Festival" di Lucca, Nick Mason si è aggregato alla band di Waters nella seconda parte dei concerti, mentre Wright, che aveva partecipato al tour solista di David Gilmour, declinò l'offerta in quanto stava lavorando ad un nuovo album solista. Lo stesso Nick Mason, in seguito, si è aggiunto a David Gilmour e a Richard Wright nella terza serata conclusiva del Tour on an Island del chitarrista alla Royal Albert Hall di Londra, il 31 maggio 2006, ricomponendo i Pink Floyd per due canzoni (Wish You Were Here e Comfortably Numb). Si tratta della prima apparizione del trio dopo il Live 8.
(To be continued...)
° The Piper at the Gates of Dawn (1967)
° A Saucerful of Secrets (1968)
° Music from the Film More (1969)
° Ummagumma (1969)
° Atom Heart Mother (1970)
° Meddle (1971)
° Obscured by Clouds (1972)
° The Dark Side of the Moon (1973)
° Wish You Were Here (1975)
° Animals (1977)
° The Wall (1979)
° The Final Cut (1983)
° A Momentary Lapse of Reason (1987)
° The Division Bell (1994)
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